La Commissione Europea ha stanziato 800 miliardi di euro per il periodo che va dal 2014 al 2020 per ridurre il digital divide, piaga che affligge gran parte del territorio italiano, al fine di aumentare la competitività dei territori assicurando una infrastruttura di rete all'avanguardia che consenta di migliorare la prestazione dei servizi forniti tramite la rete. L'adeguamento infrastrutturale della rete è il primo tassello per portare ad una reale innovazione del territorio e ad un cammino verso le Smart City e le Smart Community. La competitività futura delle città e dei territori sarà strettamente connessa alla capacità di avere sistemi di rete veloci ed affidabili.
La Vicepresidente della Commissione Europea, Kroes crede che i progetti di smart city e smart community possano portare ad una svolta anche come strategia anticrisi.“Città più sostenibili, produttive e votate a nuovi modelli di business digitali sono occasione per nuova crescita economica, nuova occupazione, nuove figure professionali, nuove competenze e migliore qualità della vita”, ha dichiarato nel suo intervento a Bruxelles il 24 settembre, che ha poi aggiunto: “Smart city non è solamente innovazione tecnologica, ma soprattutto crescita culturale e sociale, perché consente percorsi efficaci di inclusione, di lotta alle disuguaglianze, di tutela dei beni comuni, di ottimizzazione e valorizzazione delle risorse disponibili, investendo in nuove infrastrutture pubbliche e private”.